venerdì 1 gennaio 2010

Un comitato di diritti e doveri

Perché un Comitato di Diritti
Partiamo da un intervento apparso su Il Mattino per raccontare una storia che comincia nel dicembre 2002, quando la Regione Campania pubblica i bandi del primo concorso nella storia della Regione dalla sua nascita (1970) per varie professionalità tra cui 158 posti di Dirigente in 26 diverse aree di specializzazione.
Ai concorsi, che costarono circa 5 milioni di
€, parteciparono migliaia di candidati. Il sistema adoperato per la selezione fu talmente all'avanguardia, complesso e trasparente, da essere meritevole di numerose citazioni su tutti gli organi di stampa, specializzati e non.

La Regione Campania si assicurò così sia un numero di Dirigenti da assumere subito, sia un serbatoio di Dirigenti il cui livello di professionalità era garantito, appunto, dalla difficoltà e molteplicità degli esami sostenuti.

Oltre ai colleghi già assunti, infatti, la Regione ha a disposizione poco meno di 70 Dirigenti Idonei delle più varie specializzazioni: amministrativi, tecnici, formatori, avvocati, medici...

Negli ultimi anni, con due successive Deliberazioni
(2070 del 14.12.06 e 1454 del 03.08.07), la Giunta Regionale ha previsto esplicitamente che nel corso del 2008 si sarebbe proceduto all’utilizzo delle graduatorie concorsuali, utilizzando sia le risorse dovute ai pensionamenti naturali del triennio 2006-2008, sia le risorse derivate dalla procedura di esodo incentivato, in seguito alla quale circa 900 dipendenti, tra cui molti Dirigenti, hanno accettato il pensionamento anticipato.

Ove non fosse sufficientemente chiaro, semplice ed illuminato l'articolo 97 della Costituzione Italiana (agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso), siamo confortati da alcune decise prese di posizione:

il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nell'estate del 2007, è esplicitamente intervenuto nel caso analogo della Regione Toscana, dove erano presenti graduatorie di idonei, che sono state poi regolarmente utilizzate:


il Ministro della Pubblica amministrazione e dell'innovazione, Renato Brunetta, riguardo alla problematica di stretta attualità dell'accesso al pubblico impiego e dei suoi risvolti legati al problema del precariato, ha di recente assicurato il rispetto della Costituzione e del principio del concorso pubblico per l'accesso: se mai ve ne fossero stati, non ci sono più dubbi, quindi, sul fatto che ci sia una precedenza chiara in favore dei vincitori e degli idonei dei concorsi pubblici già espletati.


La Corte di Cassazione, con sentenza numero 20486 del 05.10.07, ha stabilito (o meglio semplicemente ribadito) che le pubbliche amministrazioni, prima di bandire un nuovo concorso (e, a maggior ragione, anziché procedere soltanto con l'affidamento di incarichi esterni), sono obbligate a ricoprire le vacanze in organico attingendo alle graduatorie esistenti:


Perché un Comitato di Doveri

I numeri: le unità di personale Dirigente presenti nel 2001 erano 855. Con una straordinaria "cura dimagrante" iniziata nel 2002, tra pensionamenti naturali ed esodi incentivati, nel 2009 i Dirigenti in servizio sono passati a 325 unità, compresi i dirigenti a contratto (reclutati peraltro senza regolare concorso).
La Deliberazione della Giunta Regionale n.455 del 13 marzo 2009, di rideterminazione della dotazione organica, prevede però 462 unità di profilo dirigenziale.
Mancano quindi 137 Dirigenti
.
Insomma, se a conclusione di un iter logico e razionale la Regione Campania volesse procedere allo scorrimento della totalità degli idonei ai concorsi di dirigente, portando a termine quindi una procedura che renderebbe economico ed efficiente l'intero quadro di ristrutturazione avviato nel 2002, resterebbero comunque oltre 60 posti ancora da ricoprire.

Ad avviso nostro, ma non solo, la "dieta" adottata dall'Amministrazione la sta portando inesorabilmente ad una lenta agonia “anoressica”: importanti Settori e Servizi di molte Aree, con delicati compiti e funzioni di amministrazione attiva, sono attualmente sguarniti o coperti ad interim.


Il Dovere che noi ravvediamo, dunque, è quello di dare seguito alla coerenza, efficienza, efficacia ed economicità della programmazione avviata, per la quale sono state già spese tante risorse che altrimenti andrebbero sprecate, e di dare risposte concrete alla cittadinanza mediante l'impiego di professionalità già pronte, collaudate, selezionate con tanta cura, ed estremamente motivate.

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